giovedì 20 marzo 2008

quelli che malpensano


Non sono un esperto di compagnie aeree di ristrutturazioni aziendali. Però.
Però due minuti sulla vicenda Alitalia - Malpensa voglio perderli.

Alitalia è da sempre una torta volante. Il classico carrozzone pubblico in cui i partiti mettono i propri uomini e i cittadini pagano il conto. Ha un numero spropositato di dipendenti, costi fuori controllo, politiche aziendali dissennate e nessuna speranza di redenzione.
Per quale motivo ogni aereo che stacca i carrelli debba essere pagato anche da me lo ignoro.
Malpensa è un grande hub, o meglio doveva essere il principale hub italico. Significa grosso modo che non si tratta di un aeroporto di prossimità ma di un luogo dove far prendere aerei a persone che provengono da altrove per andare altrove. E' stato costruito con questa speranza una decina di anni fa ma non è mai decollato. Anzi l'ambizione strombazzata all'epoca di farne un concorrente di Francoforte nei percorsi aerei continentali si è rivelata una boutade.
Malpensa è diventata una macchina che ingoia denaro e producce perdite. Che ovviamente sono a carico anche di chi non ci ha mai messo piede. Sembra che il fallimento della compagnia di bandiera sia dovuto in gran parte a questo aeroporto.
In un paese che D'Alema definirebbe normale, se Alitalia perde soldi chiude. Idem Malpensa. Altre compagnie più efficienti garantiranno i voli di cui il paese ha bisogno e altri aeroporti meglio gestiti sostituiranno il dinosauro magna soldi in salsa varesotta. Ma l'aggettivo normale a queste latitudini non va di moda.

E poi l'interesse nazionale.
E' nell'interesse nazionale che alitalia resti italiana! solo per queste parole dovrebbero partire i gendarmi da Bruxelles e arrestare chiunque le pronunci.

punto A)
l'interesse nazionale consiste nell'aver facilità di raggiungere le mete desiderate a prezzi contenuti e senza costi aggiuntivi per la collettività. Il nome della compagnia che consente ciò e il colore della bandiera sotto cui gli aerei scorrazzano nei cieli è irrilevante.
Eppure i campioni del liberismo nazionale sembrano rinnegare le più elementari regole del libero mercato e vogliono mantenere sostanzialmente Alitalia sotto il controllo statale o affidarla a proprietari loro vicini ben foraggiati dalla capace mammella pubblica.
Mantenere diritti di nomina e spartizione, continuare a ingrassare clientele e avere influenza sulla spesa di miliardi di euro. Si scrive interesse nazionale si legge interesse di casta.
Ci sarebbe anche la piccola questione della violazione della legge comunitaria sulla concorrenza e la libera circolazione delle merci e dei capitali tra paesi europei, ma temo che queste obiezioni lascino il tempo che trovano per chi non vede l'ora di trascinare l'Italia fuori dall'unione.

punto B)
Perchè Malpensa è un disastro? silenzio. Un passo indietro. Dicevamo che essere un hub internazionale significa attrarre passeggeri da un area geografica assai vasta così da determinare economie di scala e prezzi competitivi. Immaginiamo quindi che chi transita da Malpensa sia principalmente il produttivo cittadino del nord'Italia. Che l'imprenditore, il lavoratore, il viaggiatore occasionale dell'area più ricca e dinamica del paese quando decide di viaggiare a media-lunga percorrenza passi per Malpensa.
E invece no.
Per diventare centrale Maplensa avrebbe dovuto cannibalizzare tutti gli aeroporti presenti nella val padana o relegarli a un ruolo marginale. Più o meno quello che accade per tutti i principali scali da Londra a Madrid passando per Parigi e Francoforte.
Invece da Trieste a Genova esistono una decina di aeroporti internazionali. Alcuni addirittura aperti di recenti.
Daltronde se sei di Vicenza è vuoi andare a New York è più comodo partire da Venezia piuttosto che da Malpensa. E così ogni cento kilometri funziona un piccolo scalo internazionale che sopravvive con numeri di transiti ridicoli che rimane aperto grazie ai contributi pubblici, con buona pace oltre che delle ragioni dell'economia anche di quelle dell'ambiente.
Tante piccole torte che creano consenso elettorale da Venezia a Verona passando per Brescia, Bergamo e Caselle.
Il fatto paradossale è che le stesse forze politiche che strepitano contro il ridimensionamento di Malpensa hanno favorito la creazione di questa situazione. Andrebbe qua introdotto il discorso sugli effetti del federalismo in Italia ma non mi pare il caso.
Sono stati quindi i miopi interessi localistici a decretare la morte di Malpensa ma questo non lo si può dire. O quantomeno non lo può dire chi grazie all'esistenza di dieci scali padani ha costruito le proprie reti di tornaconti elettorali e finanziari.
Più facile e più comodo inventarsi rivalità con Fiumicino, additare Roma ladrona ed eterna magnona, che ammettere la classe dirigente settentrionale essere scadente, inadeguata, corrotta.

Per fortuna che c'è Berlusconi che ha garantito i figli salveranno l'azienda. Prima gli tocca sposare le precarie e poi guidare alitalia. Un futuro radioso per Piersilvio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

anche io voglio l'areoplanino per Pasquaaaaaaaa:-)