lunedì 14 aprile 2008

c'è poco da ridere

Attendibili indiscrezioni riportano che il popolo della libertà sarà il primo schieramento della storia a vincere la morte.
Bossi, deceduto anni fa, sarà lo stesso nominato ministro. I biografi leghisti concordano nel ritenere la scomparsa del caro leader solo un passaggio verso l'indipendenza della padania e che il rigor mortis si sposa benissimo con il celodurismo. Anzi, la signora Bossi non è mai stata vista così sorridente. Daltronde l'odore pare lasciasse a desiderare anche prima.

Berlusconi ha invece programmato, in concomitanza con il primo consiglio dei ministri, l'impagliamento suo e dei suoi più fedeli servitori. Alla domanda "non crede che in seguito al decesso dovrebbe lasciare la politica" ha risposto: non è questo che gli elettori mi chiedono e ora che non sono più preso dalle cose terrene potrò dedicarmi con maggiore impegno nel rendere il paese un bellissimo posto dove essere morti.
Ha quindi stabilito che i parlamentari potranno continuare riscuotere la pensione anche dopo il trapasso.
Inoltre sembra, causa i tempi millenari necessari per la degradazione della plastica, della gomma e del silicone, che il problema dei cattivi odori per Silvio non si ponga.
Appreso poi dal suo medico di fiducia che i capelli continuano a crescere anche dopo , ha esclamato: Cribbio potevo pensarci prima!
Casini nel frattempo si gode i trenta denari ma Bondi assicura che il buco nel costato di Re Silvio c'è ancora proprio dove il cavalletto lo aveva perforato e che lui lo ha verificato con la lingua. I più maliziosi sospettano che lo abbia confuso con un altro buco con il quale il portavoce di sua emittenza ha grande confidenza.

Infine sembra certo che Veltroni telefonando al 23232323 per congratularsi con il nuovo premier abbia chiesto di "poter parlare con il principale esponente dello schieramento a me avverso". il signor Fabozzi ha fatto una pernacchia e riattaccato.

Ma se Berlusconi è così ricco perchè mai dovrebbe rubare?



perchè è cleptomane.

giovedì 10 aprile 2008

concorsi, partite e lotterie


No, io il mazzo come un pajolo non gliel'ho fatto neanche stavolta. Anzi credo che tiferò per il Sassuolo perché a me il Foligno non sta niente affatto simpatico.
Centro selezione e reclutamento dell'esercito italiano, ma stavolta niente stellette e baschi neri.
Dietro a me seduto un sedicente ricercatore di diritto internazionale, assistente di civile e avvocato praticante in non so bene quale prestigioso studio romano.
Ovviamente della città di Bob Dylan. Filadelfia. Provincia di Vibo Valentia.
35 anni e forse la laurea presa lo scorso semestre. Spaccati di un'Italia stracciona e cazzara che si riempie la bocca di titoli e aspira al posto fisso al ministero.
Io almeno aspiro e basta. Forse dovrei cominciare a fumare.
Ma almeno su una cosa non c'è dubbio: vince colui che soffre e dura.

giovedì 3 aprile 2008

le multe di ieri



A distanza di quattro anni quel che resta è un pacco di multe. Multe prese, multe non pagate, multe contestate o da contestare.
Spesso le storie hanno strascichi legali. Per me, invece, al posto del codice civile quello della strada. Una pioggia dilatata di verbali che da quattro anni continua a transitare per le mie mani dirette altrove, verso un passato sempre meno prossimo. Complice la burocrazia, i notai sbadati, capodanno, l'aci, l'abitudine, la motorizzazione, la pigrizia e il corpo dei vigili urbani.
E invece ieri una sorpresa.
Fiumicino 22.11.2003
Arrivi.
Sosta vietata.
Ma io quella multa l'avevo pagata.
E allora è giunta per ricordarmi che tutto quello che mi rimane non sono le foto che non ho, non sono le lettere mai scritte, i regali scomparsi nel trasloco.
Sono le multe. Che prima o poi un condono cancellerà.

martedì 1 aprile 2008

è quasi finita


la campagna elettorale più moscia della repubblica sta per terminare. Grazie a dio. Rigorosamente scritto con la minuscola. Una palla assurda. L'unico lato interessante delle campagne passate era il trash, gli insulti, le sparate da reality alla Ventura, le accuse meschine. A sta botta ci hanno negato pure di gratificare il lato inconfessabile della nostra identità di teledipendenti. Forse si temeva di fare concorrenza al grande fratello.
Veltroni ha deciso di cancellare il berlusca dalla sua retorica. Non lo nomina neanche, chissà che facendo finta non esista scompaia davvero. Berlusca vorrebbe riempire di parolacce il buon Water e lo fa pure, ma la cricca di lacchè e leccaculo salmodianti di cui si è circondato e che ha tracimato in ogni canale televisivo, evita che le stronzate del capo abbiano eccessiva visibilità. Niente faccia a faccia inoltre.
A seconda che i sondaggi lo diano in vantaggio o meno il cainano afferma a elezioni alternate che la legge sulla par condicio impedisce i confronti televisivi. Nel 96 era sotto e vai con le tarantelle con Prodi, nel 2001 era sopra e Rutelli non se lo filò di striscio, sotto di nuovo nel 2006 e nuovi tete a tete col mortadella e stavolta che si sente sicuro della vittoria solo la legge gli può impedire di stracciare il water nazionale. Deliri di un uomo evidentemente rincoglionito.
Daltronde avere tutti i media del paese al proprio servizio ha l'indubbio vantaggio di lasciarti dire qualsiasi boiata impunemente. Tanto poi verrà aggiustata, tematizzata dicono quelli bravi, nella maniera più vantaggiosa.
Si salva solo Casini in Caltagirone, ma da uno con cui il signore all'atto della distribuzione dei cervelli è stato così avaro, c'è poco da aspettarsi.
Cassati i confronti rimangono i contraddittori e i talk show, peccato che i giornalai non facciano una domanda difficile manco a pregarli in ginocchio. Postura, quella in ginocchio, che non abbandonano mai quando effettuano un'intervista. E ammesso che esista un pennivendolo con un minimo di dignità professionale, state certi che verrà evitato dai candidati come un laziale al derby.

Allora faccio un uso criminoso del mio blog e lo dichiaro pubblicamente: voto Di Pietro.