martedì 24 giugno 2008

Euroma 2,3, 4, 5 stella!




Negli ultimi anni a Roma hanno aperto sette mega centri commerciali: Tor Vergata, Carrefour romanina, Roma Est, Porta di Roma, Parco Leonardo e Primavera. In ultimo appena l'altro ieri Euroma2. L'uno chissà che fine ha fatto. I beninformati sostengono che a breve tireranno su le serrande altri due colossi. I quali si aggiungono alla quindicina costruita nei precedenti dieci anni.
Per ognuna di queste aperture abbiamo letto che si tratta immancabilmente del più grande centro commerciale d'Europa. Un giorno prenderò un buon calibro, farò il biglietto inter rail e girando l'Europa verificherò centimetro a centimetro come sia possibile che esistano almeno 5 centri commerciali più grandi del continente e che siano inspiegabilmente tutti a Roma.

Misteri caput mundi.


Il criterio con cui vengono date autorizzazioni a costruire tali giganti sembra essere molto semplice. Non esiste. Se non si vuole considerare la corruzione un criterio.
Nei posti dove il cervello del sindaco non ha abbandonato il suo involucro cranico, dove le giunte comunali battono le squadre di scimmie albine nei tornei di scacchi e gli assessori all'urbanistica hanno superato indenni gli esami di quinta elementare, prima di aprire un mega centro commerciale si fanno un paio o forse addirittura un trio di considerazioni.
Ogni centro del genere desertifica il quartiere in cui apre. Le attività commerciali minute chiudono rapidamente con conseguente perdita di posti di lavoro (gli studi dimostrano che per ogni assunto in un mega store si perdono 4 posti nel dettaglio) e trasformazione delle già non troppo vivibili periferie urbane in quartieri sempre più degradati.
E' il progresso. Sti cazzi dei bottegai.
Io però me ne sono andato dal tiburtino, dove ne sono nati tre in pochi anni, perché mia madre che non guida per comprare una rosetta doveva farsi almeno un Km a piedi...

Ogni centro commerciale che apre ha un impatto devastante sulla mobilità, richiamando quotidianamente migliaia di autovetture per far transitare le quali è necessario costruire strade e servizi il cui costo ricade sulla collettività.
Vabbè tanto qua il problema non si pone dato che le strade non vengono costruite. E se siete stati così folli da comprare casa a ponte di nona o a parco Leonardo ditemi cosa significa abitare in un parcheggio e passare ore in fila ogni giorno a causa di una folla di burini che si riversa sulle asfittiche strade locali per fare lo struscio fra Cisalfa e Stefanel.
Solo queste due considerazioni dovrebbero consigliare grande cautela nel rilascio di autorizzazioni a nuove aperture e queste andrebbero concesse dopo aver valutato approfonditamente l'impatto in termini economici, di mobilità e di qualità della vita di ogni nuovo insediamento GDO.

Senza tenere conto sulle conseguenze di carattere sociale e ambientale che tali strutture generano sulla collettività.


Sostenibile, chi era costui?
Sono giganti del secolo che fu, dinosauri energivori destinati a scomparire nel giro di qualche lustro. I loro clienti sono zombie, e come ha mostrato Romero, basta poco a impallinarli. Anche se mai avrei detto che tocca mirare proprio alla testa.


Buona spesa.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

banale.

Anonimo ha detto...

Alla fine quello che possiedi ti possiede... tu non sei il tuo lavoro tu non sei il tuo conto in banca..sei solo la danzante e canticchiante merdina del mondo...ed hai mai pensato che forse Dio non ti ama?

Giuliano ha detto...

Caro dottor divago,
ti segnalo l'iniziativa "freecycle". tu che sei un grande comunicatore del Web, probabilmente lo conoscerai già. Freecycle è un gruppo di persone che si scambiano oggetti gratuitamente. Io scrivo un messaggio alla newsletter dicendo "cerco anaconda adulta viva" e qualcuno mi risponde "ce l'ho io, si è mangiata mia moglie, la vuoi prima o dopo che la digerisce? Abito in Ecuador, tribù dei Vanuatubu". Io e la mia signora ieri ci siamo presi un bellissimo divanoletto a due posti, ce lo siamo caricato sulla macchina e su a casa... ora sediamo con somma soddisfazione sul nostro nuovo "acquisto". Tutta la trattativa è durata 3 giorni via email più il costo di una telefonata alla ex proprietaria del divano. Non sarà la soluzione definitiva ma mi pare una cosa interessante... ciao e complimenti, sei sempre il migliore

Giuliano

ps= Anonimo, di banale ci sono solo i tuoi commenti pseudo-nichilisti

"il tuo lavoro ti dice cosa fai, come lo fai ti dice chi sei" (M.Paolini)

Anonimo ha detto...

sono d'accordo con Divago, ognuno di questi nuovi scatoloni è il "più grande d'Europa" ma di grande per ora c'è la confusione, l'illegalità nelle assunzioni e nel caso di Horroroma Due la disarmante cafonaggine delle finiture. Ma si potrà solo peggiorare visto l'andazzo.

festo.