lunedì 29 settembre 2008

Zoom, Wharol e il Dr. House

Io non amo scaricare i film. Ho riflettuto su questa mia idiosincrasia senza venirne a capo. Un pò di porno (Sasha Grey un giorno ti sposerò), qualche brano e poco altro. Il mulo a casa mia sonnecchia assai.
Poi ho scoperto un sito dove c'è un mare di roba in streaming ed è stata la fine. il problema dovevano essere le code di attesa, io odio le code nella realtà figurarsi nella rete.
Eppure anche senza code niente film. Ce ne sono tanti, anche di quelli che sono sicuro di voler vedere, eppure niente. Anzichè gettarmi sulle decine di lungometraggi che mi fanno l'occhiolino da tempo, ho preso di petto quelli che quando ero bambino si chiamavano telefilm e ora sicuramente avranno un altisonante nome inglese che non mi viene.
In poco più di un mese mi sono sparato le 4 serie di House, tutto nip&tuck, Boris e infine Californication. Di cui oggi mi gusterò l'ultima puntata.
Tutte figate.
Eppure manco un film vero che sia uno.
Alla fine ci sono arrivato. Cultura alta e cultura bassa.
I film li continuo a guardare in dvd o al cinema, è evidente che la distinzione fra l'arte, meritevole di una fruizione di qualità, e la munnezza popolare, buona anche in divx e altri formati pixellosi, resiste in me a dispetto qualsiasi rivoluzione culturale.
Andy Wharol se ne faccia una ragione, in culo ai cultural studies, sono uno snob del cazzo e non c'è dottor house che possa convincermi che quello che viene pensato per la televisione non debba necessariamente essere una merda.
E come dicevano Gino & Michele, mangiate merda: miliardi di mosche non possono essersi tutte sbagliate. E a me comincia a piacere.
Il sito però non ve lo dico. Già è sovraccarico adesso....

giovedì 25 settembre 2008

Bush spiega il piano Paulson alla plebe

Cari concittadini!
Mi rivolgo a voi morti di fame, voi che siete pieni di debiti e non ce la fate ad arrivare a fine mese, voi che avete comprato una casa che ora vale meno della metà, voi che per fare un master avete contratto un mutuo ventennale.
Bene, voi classe media, voi classe che sogna di essere media e invece è minima, dovete sapere che i super ricchi hanno un problema. Un grosso problema. I super ricchi per diventare tali sembra abbiano compiuto qualche leggerezza e ora rischiano di diventare un pò meno schifosamente ricchi.

Non è questo il momento di cavillare su chi sia il colpevole o quale sia la colpa. Tanto anche se ve lo spiegassi siete troppo stupidi per capirlo. Anzi quando lo hanno spiegato a me, manco io che sono il presidente e comandante in capo lo ho capito.
Quello che conta sapere è però che gente da due milioni di dollari l'anno rischia di veder diminuire il numero di servitori, di posticipare l'acquisto dello yacht, o peggio ancora di rimanere disoccupata per qualche mese. Precariato e flessibilità. Manco fossero dei pezzenti come voialtri.
Un mio amico ha dovuto disdire l'affitto dell'attico a Manhattan. Un altro mio amico non comparirà più su forbes nei cento uomini più ricchi del pianeta. Altri dovranno rinviare l'acquisto di un isola che porti il loro nome nel Borneo.
Ciò è intollerabile.
Ciò mina alla base la credibilità del nostro paese e mi rende difficoltoso organizzare il Poker del giovedì.

Per questo vi chiedo di mettere mano alle vostre putride tasche e tirare fuori la grana per salvare il tenore di vita dei miei amici super ricchi. Cosa vi cambia? Tanto voi morti di fame siete e tali resterete.

Ah, dimenticavo.
Se doveste malauguratamente avere da ridire su questo piano, la mia ira e quella dei miei sodali sarà terribile. Ogni rolls royce in meno che noi acquisteremo un milione di voi sarà preso a vergate.
Ogni castello in meno edificato in nostro nome, sarà vendicato con il licenziamento di centomila operai. Poi verranno le piaghe e il rapimento dei vostri figli. Infine sarà tagliata la tele via cavo.

Riflettete bene prima di dire sì. Anzi ricordate che tutto sommato il vostro sì non conta una ceppa perchè il piano è già stato approvato, ma data la mia magnanimità ho deciso di informarvi sui rischi che avreste potuto correre.

Ora tornate a spalare merda e sorridete, che dio vi benedica!

martedì 23 settembre 2008

Fine di un'epoca

Come temevo il costo dello tsunami finanziario sarà scaricato sui contribuenti americani e di riflesso su tutti noi.
Il piano che il segretario del tesoro Paulson, ex dirigente di Goldman Sachs, la più grande banca di investimenti mondiale e principale responsabile del disastro, ha presentato al congresso si sostanzia di tre striminzite paginette. Che se approvate obbligheranno il dicastero dell'economia a comprare i titoli spazzatura dalle banche in crisi a prezzo pieno. Piano ribattezzato prontamente dagli osservatori indipendenti Cash for Trash.
Settecento miliardi di dollari. Questo il costo previsto al quale va aggiunto il denaro sganciato per i vari salvataggi di AIG, Fannie e Freddie ecc ecc.
Totale almeno mille miliardi di dollari.
L'intero debito pubblico italiano, Cinque volte la guerra in Iraq. Denaro che con ogni probabilità dovrà essere stampato dalla FED con la conseguente crescita esponenziale dell'inflazione. Ma anche svalutazione del dollaro e rincaro del petrolio. Il tutto tradotto nel crollo del potere di acquisto dei comuni mortali.
Paradossale che tramite questa mossa i cda dei vari giganti della finanza rimarranno in sella e come ha cinicamente annunciato il ceo di Goldman Sachs, il piano Paulson apre nuove prospettive di guadagno per gli investitori.
Mortacci vostri.
Lehman Brothers prima di fallire ha deciso di liquidare i propri dirigenti con 2,5 miliardi di dollari per i buoni servigi resi. Mortacci vostri.

Quello che più mi preoccupa è la richiesta degli USA al G7 di accollarsi parte della mostruosa spesa. Conoscendo la schiena dritta dei rappresentanti europei non mi stupirei questi accettassero. Daltronde non è un segreto che larga parte della classe dirigente italiana ed europea è composta da consulenti di Goldman Sachs. Gli un tempo invidiatissimi Goldman Boys.

E' il cambio di paradigma.
Pochi se ne stanno accorgendo ma dal momento in cui il governo americano ha intrapreso questa serie di interventi illiberali e immorali nel mercato finanziario, gli USA hanno cessato di essere il faro del capitalismo mondiale.
Le conseguenze di questo cambio di guardia sono oggi imprevedibili certo è che il mondo non sarà più lo stesso.
World Bank, FMI, Gatt, WTO e tutti gli organismi internazionali su cui ha marciato l'ideologia dominante dovranno vedere redistribuiti i pesi specifici al proprio interno. E auspicabilmente dovranno modificare le linee politiche che ne hanno diretto le mosse negli ultimi decenni.
Altro che l'11 settembre. Il bastone della finanza globale non risiede più a wall street, il new american century teorizzato dai neocon si inabbissa proprio per le loro mancanze o per la loro ingordigia.
Non so chi sarà il prossimo presidente ma l'eredità lasciata da Bush è drammatica da tutti i punti di vista. Il piccolo texano con le ultime annunciate porcate ha assicurata la palma di peggior presidente della storia nordamericana.

mercoledì 17 settembre 2008

La legge mutanda


Una spogliarellista chiacchierata scrive una legge contro gli indecenti costumi (se praticati sulla pubblica via) che viene approvata con grande enfasi da un governo di noti e infaticabili puttanieri.
Il senso dell'ironia è salvo, la decenza no. O viceversa, non è ancora chiaro.
Forse è solo la cara, vecchia, statalista paura della concorrenza? Si al sesso con la escort, no a quello nelle (Ford) Escort? Il corpo è mio e lo vendo solo io? Daltronde il Lodo Alfano mette al riparo dal carcere Fini e Berlusconi (Napolitano e Schifani almeno questa volta sembrano innocenti) ma qualcuno ha avvisato La Russa e Calderoli?

lunedì 15 settembre 2008

morite gonfi


Di fronte agli incomprensibili comunicati trmiestrali dei maghi della finanza globale è necessario sfoderare il lessico più triviale di cui uno dispone. Bisogna marcare la differenza.
Anni passati a dare voti e giudizi, prevedibili come la neve sull'Himalaya, a tutti gli stati del mondo su come fosse inesorabilmente obbligatorio tagliare la spesa, liberare il mercato, ridurre le garanzie e possibilmente licenziare, licenziare, licenziare. Ma soprattutto non ingerire.
L'infallibile ricetta liberista dell'autosufficienza del mercato. Sacrosanta.
E mò dovete morire gonfi.
Il solo salvataggio di Fanni e Freddie è costato al contribuente americano una cifra che nessuno vuol pronunciare per non arrossire dalla vergogna. E ora i capitani coraggiosi della scuola di Chicago chiedono a gran voce di salvare gli altri giganti in crisi. Indovinate come? facendo acquistare dal tesoro americano le istituzioni decotte. Socializzare le perdite e privatizzare i profitti, come si fa in Italia con la compagnia di bandiera, solo che per cifre di almeno mille volte superiori.
Morite gonfi.
Avete lucrato per anni utili con più zeri di quanti ne sappia digitare sulla tastiera. Avete predicato il radioso avvenire della finanza creativa, delle leve finanziarie, delle bolle speculative e impartito lezioni a tutti su come l'unico limite alla capacità di generare profitti fosse nell'odiosa macchina pubblica e le sue politiche ottocentesche di intervento.
Morite gonfi.
Ora dimostrate quanto siete coerenti. Prendete i libri e portateli in tribunale, vendete tutti i vostri asset e se non riuscite a coprire i baratri finanziari su cui avete costruito ricchezze indicibili, c'è sempre il carcere per espiare le proprie colpe. Falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, false comunicazioni, ecc. ecc.
Mica vorrete scaricare sul contribuente il costo dele vostre inefficienze? Le regole vanno rispettate e chi non è più competitivo si ritiri, altri verranno.
Ma come dire, le leggi, anche quelle economiche, per gli altri si applicano per sè stessi si interpretano. E' necessario un intervento "straordinario". E' doveroso salvare il sistema.
Vedere i veri pescecani di wall street chiedere la carità pubblica è uno spettacolo sfizioso, ma tutto sommato non vale la pena di versare una sola lacrima o un solo euro per salvare il sogno finanziario di una ricchezza oscena basata su un altrettanto oscena povertà.
Morite gonfi. Dopo di voi il mondo sarà migliore.

venerdì 12 settembre 2008

rimpiangere Bush?


Nei mesi scorsi più sembrava certa la vittoria di Obama e più mi perplimevo. Al di là del colore della pelle mi sembrava troppo poco americano, non ce lo vedevo l'elettore medio scegliere un presidente decoroso, non incline alla sbruffoneria e che non promette di nuclearizzare il mondo se al super bowl non si rimpinza di popcorn.
Se alle presidenziali fossero ammessi al voto gli abitanti del resto del mondo Obama straccerebbe la concorrenza, tanto è che è stato il primo politico della storia a ad aver tenuto comizi giganteschi in paesi diversi da quelli dove era candidato. Ed è stato un autogol.
McCain lo ha accusato di sembrare una rockstar e non ha tutti i torti. Il rischio però è quello che la popolarità di Obama finisca ad assomigliare più a quella di una pop star. Una canzone per l'estate e via. Nel dimenticatoio.

McCain è partito invece lento, ha subito la sovraesposizione mediatica di cui ha beneficiato il suo rivale nel lungo e incerto scontro con Hillary, ma ha recuperato lo svantaggio e a detta di molti sondaggi è oggi in testa.
Avessi due dollari li punterei su lui, pur non escludendo altre sorprese.
Al momento la sorpresa (negativa) maggiore è la scelta dei vice. Obama mai avrebbe scelto la Clinton, come dargli torto, ma indicare il poco noto Biden, quando gia il tuo nome evoca spettri orribili e sotto sotto la voce che sei un muslim ti perseguita, è stato un atro errore. Obama Biden. Non se pò sentì e anche l'orecchio vuole la sua parte. Senza contare che il candidato vice ha il carisma di Sandro Bondi e porta più o meno i voti di Cicchitto.
Ma se il problema democratico è principalmente acustico quello repubblicano è assai più grave.
Un maiale col rossetto. Sarah Palin. dall'Alaska col bazooka. C'è da sperare che McCain a dispetto dell'età goda si salute di ferro, perchè la sua vice potrebbe far apparire Bush uno statista da rimpiangere. Davvero il peggio del peggio della cultura politica americana. Da tutti i punti di vista. Mentre scrivo leggo che è pronta a dichiarare guerra alla Russia. Boom.
La sensibilità ambientale di Carcarlo Pravettoni, la sottigilezza diplomatica di Gengis Khan, il bigottume religioso di Formigoni e l'intelligenza politica di Gasparri. In compenso può vantare un bel sorriso e simpatici occhialini alla Harry Potter.
Temo però che il lascito peggiore dell'era Bush sia proprio nei danni causati al già non molto perspicace corpo elettorale americano. I repubblicani promettono di far sventolare la bandierina, di continuare a rendere i propri concittadini fieri di essere il poliziotto più cattivo del pianeta e dopo sette anni di sbornie nazionaliste, queste promesse potrebbero ancora pagare.

giovedì 11 settembre 2008

sui fatti di Napoli Roma

Ho provato diverse volte a scrivere un pezzo sui presunti incidenti di Napoli Roma e riuscito nell'intento, google ha ben pensato di cancellarlo.
Ora, oscurato dai media di regime, esce un intervista di un giornalista tedesco presente sul treno che racconta cose ovvie per chi continua praticare l'uso del cervello, o per chiunque ha un minimo di dimestichezza con gli stadi e le trasferte.
Leggetela perchè ne vale la pena e la figura che ci fanno i pennivendoli nostrani è peggiore anche di quella che ci fa il pregiudicato per resistenza a pubblico ufficiale, ministro degli interni, Bobo l'addenta poliziotti, Maroni.



Il caporedattore del "Ballesterer FM Radio" Reinhard Krennhuber era in viaggio con gli ultras del Napoli verso Roma e concede allo standard.at un'intervista raccontando di scene assurde.
Un'altra versione dei fatti.I media raccontano di come atti di violenza all'inizio del campionato di serie A abbiano di nuovo danneggiato l’immagine del calcio italiano.Da fonti di agenzia di stampa si apprende di come 1500 Ultras Napoletani abbiano assaltato un treno alla stazione di Napoli costringendo a scendere 300 passeggeri.Inoltre avrebbero ferito quattro controllori di Trenitalia e danneggiato e saccheggiato le carrozze.All'arrivo a Roma Termini avrebbero acceso bombe carta e usato gas lacrimogeni mentre erano scortati dalle forze dell’ordine ai bus verso lo stadio.Trenitalia parla di danni attorno ai 500.000 Euro.Reinhard Krennhuber, caporedattore della rivista calcistica "Ballesterer fm", accompagnato dal collega Jakob Rosenberg, ha viaggiato insieme agli Ultras Napoletani in trasferta verso Roma e prende posizione in un'intervista al derStandard.at sui fatti accaduti."Ballesterer fm" ne parlerà in un articolo che uscirà il 7 ottobre sulla crisi nel calcio italiano, raccontando in particolare i fatti della partita Roma-Napoli.

derStandard.at:Lei e stato un testimone oculare dei fatti successi alla stazione di Napoli, ci racconta cosa in realtà è successo?

Krennhuber:Innanzitutto non si può assolutamente parlare di Ultras Napoletani che abbiano minacciato e fatto scendere dal treno 300 passeggeri, poi degli attacchi ai controllori di Trenitalia non ne abbiamo preso atto.Il treno sarebbe dovuto partire alle 09:24. Poco dopo le 11 i dipendenti di Trenitalia sono passati sui treni per consigliare ai passeggeri non tifosi del napoli e senza intenzione di andare a Roma di lasciare il treno e di prenderne un altro, cosa che hanno fatto tutti.Alla fine si parte alle 12:30 in un treno strapieno e sovraffollato.All’arrivo a Roma la partita era già iniziata; siamo entrati all' Olimpico al 52° minuto di gioco, una vergogna pensando che la maggior parte degli ultras aveva pagato sia il biglietto del treno che il biglietto di entrata all'Olimpico per 28 Euro.Abbiamo assistito alla demolizione dei bagni ma non si arriverebbe comunque mai alla cifra che Trenitalia ha comunicato ufficialmente, e poi qualcuno mi dica cosa ci sarebbe da saccheggiare in un treno...il tutto si sottrae alla mia immaginazione, come la notizia che gli ultras avrebbero usato gas lacrimogeni alla stazione Termini.

derStandard.at:C'è statao qualche momento in cui avete avuto paura che potesse succedere qualcosa?

Krennhuber:Non abbiamo avute paure create dagli ultras napoletani, non hanno attaccato le forze dell’ordine nè alla stazione nè allo stadio, anche perchè sapevano cosa ci fosse in gioco.L’unico momento di tensione è stato quando dopo la partita sono entrate le forze dell’ordine nei bus per picchiare a caso chiunque si trovasse sulla loro via, il tutto con la scusa che queste persone avrebbero ostacolato la partenza dei bus.La cosa più assurda e che questi bus sono partiti poi dopo un'ora e mezza!Ci hanno trattenuto dentro lo stadio per 4 ore senza la possibilità di acquistare acqua o cibo. La promessa di ricevere acqua non è mai stata mantenuta!

derStandard.at:Il Ministero degli Interni italiano vorrebbe emettere un divieto di trasferta ai tifosi napoletani e vorrebbe far giocare a porte chiuse il Napoli sanzionando anche la società con una multa.Lei pensa che questi provvedimenti servano a qualcosa?

Krennhuber:No, trovo il divieto alle trasferte e le porte chiuse un provvedimento molto esagerato.La maggior parte dei tifosi napoletani non ha commesso nessun reato durante la trasferta.Le accuse che gli incidenti siano stati pianificati e orchestrati dai fans o addirittura dalla camorra mi sembrano totalmente assurde, un'invenzione.Al contrario non riesco a smettere di pensare che il tutto, cioè il ritardo e diversi maltrattamenti, siano stati studiati di proposito come per avere una reazione da parte dei tifosi per provocare una reazione ed emanare poi i provvedimenti che adesso vogliono far passare.

derStandard.at:Il capo della polizia Antonio Manganelli parla di risultati positivi ottenuti dallo Stato contro la violenza negli stadi. Afferma che dopo la morte del ispettore Raciti a Catania nel 2007 ci sono meno incidenti e scontri.Racconta poi di come la sicurezza negli stadi sia stata migliorata e come questo abbia di nuovo attirato le famiglie con i bambini a frequentare di nuovo lo stadio.Sono fatti reali o solo belle parole?

Krennhuber:Gli standard di sicurezza sono stati sicuramente migliorati ma si tratta solamente di qualche cancello e qualche tornello in più all’entrata.Gli stadi italiani sono ancora nelle stesse desolanti condizioni di prima, non è cambiato niente all’interno.A parte questo lo Stato italiano usa solamente la via della repressione, non hanno alcuna intenzione di spendere soldi o lavorare insieme ai tifosi per un programma con essi.Poi trovo la deposizione di Manganelli molto cinica, pensando che nel novembre 2007 veniva ucciso Gabriele Sandri da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia.Inoltre non riesco a vedere l'incremento delle visite allo stadio da parte di famiglie.A Roma nel settore ospiti ho notato tra le 3600 persone due che erano sopra i 50 anni e cinque o sei donne, cosa che non mi stupisce affatto visto il trattamento a volte disumano che subiscono i tifosi.

derStandard.at:Lei a che conclusioni arriva dopo il weekend passato?

Krennhuber:In futuro crederò ancora meno di prima alle notizie di scontri provenienti dall’Italia.C'è una discrepanza enorme tra quello che abbiamo vissuto quel giorno e cosa hanno riportato i media il giorno seguente.Per tutta la giornata non abbiamo incontrato un collega giornalista.I media non hanno fatto alcuna ricerca sul posto, si fanno dare i servizi già pronti dall'ufficio stampa delle autorità.E in quei servizi la versione dei tifosi non viene presa in considerazione o solo minimamente.Raiuno è l’unica emittente che ha fatto parlare anche tifosi e gente comune, e non solo politici e vari esponenti delle autorità su fatti.E quella gente comune e i tifosi raccontano analoghe storie come la nostra vissuta lo scorso weekend."(Thomas Hirner, derStandard.at, 5. September 2008)

mercoledì 10 settembre 2008

a che ora è la fine del mondo?


alle 9.30 di oggi dieci settembre.


Vabbe questo è solo lo start up, anche la fine del mondo è una pratica burocratica che richiede un pò di tempo. Quattro anni su per giù. Più o meno una legislatura. A ben pensarci più o meno la durata stimabile dell'attuale governo Berlusconi. Coincidenze? io non credo alle coincedenze.


E ad indagare si scopre che la prima a sparire sarà la Svizzera. I posti che non sanno di un cazzo, non sanno di un cazzo manco quando spariscono. Poco male, mangeremo meno cioccolata e diverremo tutti più magri. In forma splendente per il creatore.


Ma dalla Svizzera di solito piovono guai giudiziari/fiscali per il premier e cosa di meglio di un buco nero per risucchiare le banche svizzere e i loro segreti? Fondi neri e buchi neri. Un'altra coincidenza sospetta.


E poi diciamocelo, il premier ha sempre avuto manie di grandezza e l'idea di essere l'ultimo sovrano d'Italia - dopo di me il diluvio- gli sorride da tempo. Altro che re Sole, il re sòla.


martedì 2 settembre 2008

all'osteria numero venti


Acclamato da alcuni come un mezzo capolavoro, ignorato dal pubblico e fatto a pezzi dalla critica perbenista, Denti è un film paraculo ma guardabile.

Il terrore di ogni maschietto sessualmente attivo, il mito ancestrale della vagina dentata prende vita nel corpo di una bella adolescente della provincia americana. Manco a dirlo ultra cristiana e fiera oppositrice del sesso prematrimoniale.


Il film si muove non senza imbarazzo fra il comico e l'impegnato, lo splatter, il grottesco e il trash allo stato puro, ma finisce col mettere più carne al fuoco di quanta ne riesca a cuocere in un'ora e mezza scarsa.

L'accenno al fondamentalismo cristiano di ritorno, l'attacco al mito immarcescibile della famiglia americana e la canzonatura della sana provincia, sono tutti elementi appena sfiorati. Mentre la domanda che si fa strada fotogramma dopo fotogramma è quanto cazzo è feminista questo film? l'unico aspetto che ha una sua dignità è proprio il punto di vista di genere, tant'è che la componente ingenuamente femminista è la più indovinata del film. Quale donna non ha sognato una volta in vita sua di fare Zack al partner?


Una domanda a cui non sono sicuro di volere una risposta...






lunedì 1 settembre 2008

I fought the law


Flavio ci andò a quel concerto perchè alla fine è sempre un adolescente che ha visto troppe volte amici miei.


E troppe poche una ragazza lesbica. O una Norvegese. E se poi la lesbica e la norvegese sono la stessa persona il richiamo è troppo forte. Si preannunciano aneddoti da raccontare agli amici per mesi e ghignate davanti a una birra per eoni.


Che nei centri sociali di solito ci entrava troppo sbronzo per rendersi conto del pericolo o troppo giovane perchè il pericolo fosse concreto. E ogni volta il pensiero che la direzione che prende la vita a quindici anni è legata a un refolo di vento o a un vento impetuoso che soffia forte come la Rivoluzione. E se la rivoluzione diventa un alito sbiadito che si è scolorato come i manifesti attaccati su tutti i muri della città, il rimpianto diventa rimorso. E all'imbocco dei trenta i bilanci tocca cominciarli a fare.


Che alla fine grosse differenze non ci fossero lo sapeva proprio dai quindici. Perchè le mode anche quelle che si vogliono figlie della strada sono le stesse ovunque e per giocare a fare il sovversivo serve una polo da settanta euro. La stessa. Come la stessa è la birra che scorre copiosa e i discorsi da reietti dell'umanità che si sentono cavalieri in armi di una guerra finita da qualche decennio. Tutti veterani di battaglie solo sognate.


Uguale è pure la musica e il pogo sotto il palco, meno testosterone ma identiche dinamiche in-out che si giocano nel vituperato mondo nazipop. Forse qua più eterogenee e meno disperate, più divertenti e frequentate, ma anche più tossiche e meno alcolizzate.


Era un cinodromo ma l'ultimo quadrupede a rincorrere una lepre era stato il piccolo aiutante di babbo natale che agguantò il traguardo solo sullo schermo dove venivano proiettati i Simpson, vera icona generazionale.


Ora i pitbull passeggiano in compagnia dei loro padroni dalla testa a cresta e la maglietta dei Ramones. Se lo avessero saputo i fast four che il successo che non gli aveva mai arriso in carriera sarebbe piovuto loro addosso solo dopo lo sciolgimento e oltre 2000 concerti da vivo, chissà se avrebbero apprezzato l'ironia della sorte.


E infatti Flavio preferiva da sempre i Clash. Tutta un'altra musica. Era il 29 agosto. Auguri, anche se ci sei arrivata senza di me.