venerdì 12 settembre 2008

rimpiangere Bush?


Nei mesi scorsi più sembrava certa la vittoria di Obama e più mi perplimevo. Al di là del colore della pelle mi sembrava troppo poco americano, non ce lo vedevo l'elettore medio scegliere un presidente decoroso, non incline alla sbruffoneria e che non promette di nuclearizzare il mondo se al super bowl non si rimpinza di popcorn.
Se alle presidenziali fossero ammessi al voto gli abitanti del resto del mondo Obama straccerebbe la concorrenza, tanto è che è stato il primo politico della storia a ad aver tenuto comizi giganteschi in paesi diversi da quelli dove era candidato. Ed è stato un autogol.
McCain lo ha accusato di sembrare una rockstar e non ha tutti i torti. Il rischio però è quello che la popolarità di Obama finisca ad assomigliare più a quella di una pop star. Una canzone per l'estate e via. Nel dimenticatoio.

McCain è partito invece lento, ha subito la sovraesposizione mediatica di cui ha beneficiato il suo rivale nel lungo e incerto scontro con Hillary, ma ha recuperato lo svantaggio e a detta di molti sondaggi è oggi in testa.
Avessi due dollari li punterei su lui, pur non escludendo altre sorprese.
Al momento la sorpresa (negativa) maggiore è la scelta dei vice. Obama mai avrebbe scelto la Clinton, come dargli torto, ma indicare il poco noto Biden, quando gia il tuo nome evoca spettri orribili e sotto sotto la voce che sei un muslim ti perseguita, è stato un atro errore. Obama Biden. Non se pò sentì e anche l'orecchio vuole la sua parte. Senza contare che il candidato vice ha il carisma di Sandro Bondi e porta più o meno i voti di Cicchitto.
Ma se il problema democratico è principalmente acustico quello repubblicano è assai più grave.
Un maiale col rossetto. Sarah Palin. dall'Alaska col bazooka. C'è da sperare che McCain a dispetto dell'età goda si salute di ferro, perchè la sua vice potrebbe far apparire Bush uno statista da rimpiangere. Davvero il peggio del peggio della cultura politica americana. Da tutti i punti di vista. Mentre scrivo leggo che è pronta a dichiarare guerra alla Russia. Boom.
La sensibilità ambientale di Carcarlo Pravettoni, la sottigilezza diplomatica di Gengis Khan, il bigottume religioso di Formigoni e l'intelligenza politica di Gasparri. In compenso può vantare un bel sorriso e simpatici occhialini alla Harry Potter.
Temo però che il lascito peggiore dell'era Bush sia proprio nei danni causati al già non molto perspicace corpo elettorale americano. I repubblicani promettono di far sventolare la bandierina, di continuare a rendere i propri concittadini fieri di essere il poliziotto più cattivo del pianeta e dopo sette anni di sbornie nazionaliste, queste promesse potrebbero ancora pagare.

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