domenica 14 dicembre 2008

figli di un fiume minore


I disastri avvengono con una certa regolarità nei dintorni dell'Aniene. Non so quante volte ha esondato negli ultimi anni e quante volte i quartieri limitrofi siano andati sotto acqua. Non ha mai fatto notizia. Tanto è che ad oggi non esistono argini, vie di sfogo delle acque o piani di salvataggio delle attività circostanti.
L'aniene è un affluente sfigato. Il fratello povero e sporco (molto sporco) del Tevere. Nella gara della celebrità sta al fiume sacro come Ballotta a Jascin. E vite minori conducono gli abitanti delle sue rive. Spesso ignorando anche di avere un corso di acqua nelle vicinanze, se ne rammentano solo quando i box vengono allagati e i ratti annegati.
Daltronde questa fu la sorte di Re Anio, che inseguendo la rapita figlia trovò la morte nelle scorbutiche acque di un torrente mal cresciuto.
Un re sfigato non poteva che dare il nome al più sfigato dei fiumi.
Negli anni aveva dato asilo agli ultimi degli ultimi. Le sue sponde popolate da centinaia di baracche in cui conducevano indegne vite rom, extracomunitari e tossici. Più previdenti di ogni amministrazione immagino avranno spostato le loro poche cose prima dell'esondazione, ma di loro non si è parlato affatto, visto che a rischiar grosso stavolta erano i lucchetti di Moccia a ponte milvio.
E se il fortunato cantore dell'adolescenza romana ha trovato la fama ambientando storie fra piazza euclide e vigna stelluti, i suoi libri avrebbero venduto altrettanto se lo sfondo fosse stata la marana fra colli aniene e il nulla? Qua i lucchetti svolgono con alterna fortuna la loro funzione originaria e dubito che se il loro neanche troppo prezioso metallo fosse stato esposto sul cavalcavia della Togliatti (qua i ponti non hanno altisonanti nomi romani), avrebbe visto molte albe prima di venire espropriato da un rigattiere poco incline al romanticismo.
Tornerà nel suo sudicio letto anche stavolta e lascerà al consueto squallore i capannoni industriali di via tiburtina. Che neanche l'acqua alta ha potuto trasformare in una calle veneziana. Forse se ne farà una ragione. Per incutere almeno rispetto se non timore un'esondazione non basta.

venerdì 12 dicembre 2008

varie

mi fanno lavorare, indi aggiornamenti rarefatti...

Obama sceglie come segretario di stato Hillary Clinton. Tutto l'inciucio è paese. Tempi grami in medio oriente, i bombardieri scaldano i motori.
Obama spinge per gli aiuti di stato all'industria dell'auto. I repubblicani bocciano la mozione. La processione degli equinozi è iniziata. Addio politiche ambientali innovative, almeno là i liberisti sono tali sul serio.
La Gelmini rende facoltativo il maestro unico. E l'unico a optare per un solo insegnante è Berlusconi, che come per i giudici si vuole scegliere anche i docenti: il suo maestro unico anche stavolta è Licio Gelli.
In Grecia un poliziotto uccide un ragazzino, il paese insorge, assaltate caserme e comandi di polizia mentre l'opposizone chiede la testa del premier. Il poliziotto è stato sospeso e rischia oltre che il processo il carcere.
In Italia un poliziotto uccide una ragazzo, alcune centinaia di persone si scontrano con la polizia e vengono rinviate a giudizio con accuse di terrorismo. L'opposizione (e la maggioranza) chiedono condanne esemplari mentre l'assassino è a tutt'ora servitore dello stato e va in giro con la pistola. Vogliamo i colonnelli.