mercoledì 24 febbraio 2010

La Cina è vicina?



Non so se i giudici che hanno condannato al carcere (teorico) alcuni dirigenti di google italia a causa di un video pubblicato anni fa, relativo a molestie praticate da alcuni adolescenti su un ragazzo down (e prontamente rimosso da google stessa), siano dei semplici idioti oppure gli esecutori materiali di un disegno più ampio che mira allo smantellamento di internet come la conosciamo oggi in Italia.

E' come se io scrivessi una bestemmia su un muro e il giudice condannasse per blasfemia il proprietario del muro nonostante questi abbia a proprie spese provveduto alla cancellazione della scritta. Questo il senso della condanna.

L'abbattimento definitivo del muro è l'obiettivo implicito della lunga serie di provvedimenti legislativi al vaglio del parlamento: si passa dal filtraggio preventivo, alla registrazione dei siti come editori, fino alla responsabilità civile e penale dei provider per i contenuti inseriti da terzi.

In italia la situazione dell'informazione è quella nota a tutti, basta accendere la tv per capire di cosa stiamo parlando. La stampa è messa poco meglio, mentre la rete costituisce l'unica fonte non del tutto inquinata di informazioni per un numero crescente di cittadini. Facile immaginare come per lo psiconano e i suoi numerosi emuli di centrosinistra, la rete generi un fastidio crescente e da eliminare.
Si cercano quindi dei pretestuosi pretesti per approvare normative che di fatto ostacolino la libera circolazione di idee e notizie al di fuori dei circuiti editoriali consueti.
Una crociata che è destinata a fallire. Perchè il concetto di territorio all'interno di cui vale la sovranità statuaria, in rete non ha senso.
A meno che non si voglia trasformare internet in Italia in una intranet. Ovvero chiudere l'accesso ai siti non "autorizzati" sul modello cinese. Se ciò non è tecnicamente irrealizzabile, avrebbe la conseguenza immediata di metterci all'indice dell'unione europea e di tutto il mondo civile.
Insomma se non c'è molto da preoccuparsi per la nostra libertà di internauti, c'è da strapparsi, parlo ai fortunati che li hanno ancora, i capelli di fronte alla cricca di cialtroni antidiluviani che ci governano. Torce e forconi per loro.

martedì 23 febbraio 2010

P2 batte Savoia 1 a 0




L'aspetto più interessante di Sanremo è che per parlarne non è necessario averlo visto. Anzi è preferibile, per non farsi influenzare nel giudizio, tenersi ben lontani dalla televisione per i cinque giorni in cui si svolge la manifestazione canora.

Il vincitore, tale Scanu, sembra essere l'ennesimo prodotto di quell'ignobile talent show che risponde al nome di amici. Ovvero l'ultimo figlioccio del duo Costanzo e consorte.

Per quale motivo la Rai abbia da due anni a questa parte trasformato il proprio festival della canzone nella puntata di maggior ascolto di amici è un mistero troppo facile da svelare.

Grande polemica per il secondo posto del principe senza cervello, che sembrerebbe in realtà aver addirittura trionfato al televoto. Solo una mano repubblicana e baffuta potè impedire all'erede del re di maggio la corona già al patrio padre negata.

La terra dei cachi è la terra dei cachi!


lunedì 8 febbraio 2010

un tempo era tutta campagna (elettorale)


Chi scrive, quando era giovane, ha attaccato migliaia di manifesti politici ed è ancora convinto che le affissioni possano avere un'utilità. Quando vedo un'attacchino intento a darci giù di scopa, non dico che mi commuovo però...

Però occorre qualche riflessione. Durante le campagne elettorali i muri di paesi e città vengono invasi dai faccioni sorridenti e tutti uguali di migliaia di scononosciuti anelanti il tuo voto.
Poi uno li guarda bene e si convince che Lombroso tutti i torti non li aveva.




Ogni candidato predispone un tot di 100x70, 140x100 e se particolarmente facoltoso di 6x3, da cui affacciarsi per reclamare quel minimo di visibilità che spera si trasformi in consenso elettorale. Apparire per essere votati, quasi che le elezioni fossero il grande fratello.
Ma quante persone votano effettivamente un candidato perchè rimasti colpiti dal faccione ghignante?


Zero.


Lo sanno tutti eppure nessuno rinuncia a questo obsoleto strumento di propaganda. Se lo fanno gli altri devo farlo anche io. Chissà perchè poi uno si ritrova una classe dirigente del secolo scorso.


Un'utilità maggiore potrebbero avere invece le campagne di comunicazione organizzate dai partiti (esistono ancora i partiti????). Quelle che non si limitano a chiedere il voto per questa piuttosto che quell'altra faccia da culo, ma che mirano a posizionare il proprio brand.

Dopo aver visto i manifesti confezionati dal PD in vista delle regionali prossime venture, viene da domandarsi però se non sia il caso di vietare l'affissione di manifesti dall'efferata bruttezza. Capaci di turbare i minori e precipitare nell'afasia anche l'elettore più infervorato.


Il Partito Democratico da quando è nato ha sempre fatto manfesti orribili. Stavolta però a via del nazareno hanno esagerato.
I volti emaciati e dal pallore cadaverico che reclamano un'altra Italia sembrano essere stati immortalati sul lettino del medico legale. Foto da allegare al referto autoptico.



Che il PD rassegnato a perdere le elezioni fra i vivi provi ad aumentare il consenso fra i trapassati?
Se tutti i commentatori politici insistono nel definirlo un partito morto, qualche ragione devono pur averla.