mercoledì 24 marzo 2010

l'uomo che ha sconfitto il cancro


Inizialmente credevo fosse un esagerazione montata dalla stampa di sinistra per sottolineare la deriva populista di Berlusconi. Poi invece ho scoperto che quelle parole le ha pronunciate veramente: Entro tre anni sconfiggeremo il cancro.

Non la disoccupazione, la fame nel mondo o l'inquinamento. Il cancro.


Quest'uomo ha spezzato anche l'ultimo filo che lo teneva legato alla realtà. Vive ormai in un mondo parallelo e fantastico dove i suoi desideri e le sue speranze, le sue terrene paure diventano magicamente fatti politici di rilevanza pubblica. La pupù del re da esibire al popolo.


Non credo, come alcuni commentatori hanno notato, che dietro questa delirante promessa elettorale si nasconda quella vecchia volpe di imbonitore che è Berlusconi il piazzista. Non sono stati i consueti sondaggi a indicargli il cancro come preoccupazione principe degli italiani cui dare sollievo. Cui promettere soluzione per rinnovare il patto scellerato che lo lega ai più inconfessabili, anche quando leggittimi, sentimenti della "massa".


Assistiamo invece alla confusione di un uomo vecchio e malato che teme di morire. E esorcizza la più antica delle paure umane traslandola su un piano diverso da quello del destino. Un piano sul quale è lui a decidere, lui ad avere l'ultima parola.


Il parallelo continuo fra la magistratura, l'altro suo grande cruccio, e il cancro, testimonia come nella mente del premier i piani pubblico/privato siano ormai fusi, anche a livello dialettico, in una prospettiva aberrante dove nulla al di fuori della sua personalità ipertrofica abbia più realtà.


Se può debellare il male-magistratura che lo aggredisce con leggi e decreti, perchè non può fare lo stesso con il male-malattia che lo consuma?

In tre anni riformerà lo stato piegando la magistratura al suo infantile desiderio di impunità, in tre anni vincerà il cancro piegandolo al suo sogno umanissimo di immortalità.

E' evidente come la malattia cui si riferisce non è da intendere come il virus che affligge l'umanità, ma come il male concreto che ha già colpito lui.

L'ultimo pietoso spettacolo messo in piedi da un uomo profondamente disturbato, che proprio nel momento del suo massimo successo vede scappargli come sabbia fra le dita la vita. Confidando in un miracolo cui l'unto dal signore ha pieno diritto.

1 commento:

sp ha detto...

Assolutamente d'accordo con te. La cosa piu' spaventosa e' il fatto che gli stiano ancora tutti dietro. Mostra un livello di disperazione e illusione dei politici e degli elettori italiani che fa piu' paura di Berlusconi. Mostra che siamo un paese morente che si aggrappa al suo presunto glorioso passato e che e' cieco di fronte al baratro. Baratro assolutamente evitabile se solo si aprissero gli occhi.