giovedì 4 marzo 2010

Regionali 2010: cosa succede?




Cosa è successo al PdL? intanto una previsione: verrà riammesso Formicone in Lombardia, mentre nel Lazio la sorte del popolodellalibertà appare segnata.


La scelta dei candidati per ogni tornata elettorale è da sempre a destra, ma temo anche a sinistra, qualcosa di simile alla royal rumble. La mega rissa senza esclusione di colpi del wrestling.


Di solito la lista viene chiusa la notte prima del termine ultimo, quando l'alba fa capolino sugli eleganti tetti delle federazioni provinciali, dove fino al cantar del gallo sono volati sganassoni e minacce, accuse e rimbrotti. Con l'inevitabile corollario di delusi e contusi.


Da quando AN si è fusa con Forza Italia la situazione deve essersi fatta pure più pesante. Raddoppiati gli appetiti ma dimezzate le poltrone.


Alla fine, dicevamo, quando il sole sorge libero e giocondo sui colli fatali, la lista va consegnata. Rimane giusto il tempo per autografare qualche centinaio di firme post datate e correre all'ufficio elettorale.


Per le regionali 2010 del Lazio non è difficile immaginare che il risultato di tanti sforzi sia stato assai più vicino ai desiderata degli ex di AN che di Forza Italia. Peccato che il PdL sia più che un partito una monarchia, in cui il Re a farsi fottere non ci pensa proprio.

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Ore 11.45 del giorno x(Meno 15 minuti all'ora y)


drriiin squilla il telefono di tal Minchioni, lo sventurato rappresentante del PdL, incaricato di consegnare il papello all'ufficio elettorale.



Minchioni? Sono Silvioddiotuo, hai presente la lista che hai in mano? ecco, puliscitici il culo e sostituiscila con quella che ora ti detto.



Sire? è lei ? è la sua celeste voce che odo? ai suoi ordini sua luminosità! mi dica chi inserire e io vergherò quel nome con il sangue! vuole candidare il suo cavallo? come dice? vuole anche lo stalliere? agli ordini! preferisce il pupazzo gnappo e uan in tandem? li consideri già assessori!




Così il Minchioni uscì dall'ufficio per apportare i cambi suggeriti, mentre sua emittenza già si sollazzava per aver fregato ancora una volta alleati e nemici. Sta volta Gianfry avrebbe imparato chi comanda.

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...ma per sostituire i fogli e pezzottare le firme Minchioni impiega più tempo del previsto. E poi chi lo dice ai colonnelli romani che i loro pupilli sono stati cassati? Esaudire i desideri del Signoreinterra e garantirsi un posto alla sua destra, oppure evitare una cofana di mazzate e lasciare le cose come concordate con i vertici locali del partito?


Un quesito la cui risposta è giunta troppo tardi.


Sul campo rimane un'altra domanda: riuscirà il PD a perdere le elezioni anche senza concorrenti? l'impresa appare titanica ma alla portata della banda Bersani Bonino.



Detto altrimenti.

Le regole stabilite per la presentazione delle liste, sono sistematicamente violate. Se si dovesse realmente procedere a verificare ogni firma nessun partito sarebbe ammesso. O le firme sono pacchianamente fasulle o inserite su fogli bianchi cui all'ultimo istante si appongono i nomi dei candidati.

Tali regole stanno però bene alla casta politica regnante, perchè la mettono al riparo da impreviste incursioni esterne. Un eventuale lista beppe grillo verrebbe facilmente impallinata, così come impallinati sono finiti i referendum proposti proprio dal comico genovese un paio di anni fa.

Se si trattasse di economia, e a ben pensarci di economia stiamo parlando, si parlerebbe di barriere all'ingresso. Di ostacoli frapposti al funzionamento libero del mercato. Barriere che questa volta però, grazie alla dabbenaggine di un Minchioni qualsiasi, sono cadute fragorosamente in testa al monopolista del mercato.
Sempre che il grafomane...

1 commento:

sp ha detto...

:) La cosa migliore di questo post e' che sento la tua voce (dal Minchioni in poi) come se stessimo di fronte a una birra. Pero' mi devi aggiornare in privatoe fuor di metafora perche' io i giornali (soprattutto italani) non li leggo.