mercoledì 23 marzo 2011

svariate varie




in questo periodo aggiornare il blog mi risulta particolarmente difficile eppure le cose che vorrei scrivere sono diverse.

Il 17 marzo roma e credo tutto il paese, si è scoperto colorato di tricolori ad ogni balcone. O quasi. Non avevo visto una scena del genere neanche per i mondiali vinti del 2006. Con tardiva ironia se ne sarebbe rallegrato pure Giorgio Gaber.
Non voglio dare troppo peso alla cosa ma la mia opinione è che nel momento piu triste della patria storia post bellica, si stia riscoprendo un senso di appartenenza sopito. Minimalista, discreto, che si limita ad atti simbolici ma che mi ha fatto piacere. Io ad esempio ho continuato i festeggiamenti mescolando i brindisi di San Patrizio a quelli per Cavour, Mazzini, Garibaldi.
Di pochi giorni prima la vittoria al sei nazioni contro la Francia. In uno stadio costruito con i tubi innocenti, davanti a un pubblico che in buona parte continua a ignorare le regole del gioco e contro una delle squadre più forti del mondo, c'è stata la reazione d'orgoglio dei nostri. Non male come metafora e auspicio.



Esplode la centrale di Fukushima e tutti si scoprono fisici nucelari. Io non sono da meno. Da antinuclearista scettico, penso che uscire dal club dell'atomo nell'86 sia stata una cazzata, ma rientrarvi oggi sarebbe pure peggio.
Troppo caro, troppo complicato, per nulla risolutivo. Il nucleare non ha mantenuto le promesse e non è il futuro. Almeno per i prossimi trentanni il discorso è chiuso e chi sostiene il contrario o è in malafede o è chicco testa.
Eppure dopo aver letto i deliri degli antinuclearisti senza se e senza ma, mi viene voglia di rivalutare Montgomery Burns e la sua efficiente centrale di quarta generazione.
Ad ogni modo il giappone e il nucleare non vanno d'accordo. Se ne facciano una ragione.

Venendo all'argomento della settimama e temo dei prossimi mesi, la libia, vi tocca aspettare il prossimo post. Ci sono tante cose da dire e spero di trovare il tempo per dirne almeno qualcuna.