lunedì 29 agosto 2011

dylan dog numero trecento: l'ultimo.




Il primo numero di Dylan Dog che ho letto era il 26. Si intitolava dopo mezzanotte, io avevo nove anni, De Mita era presidente del consiglio e la quarta elementare vedeva terminare il primo quadrimestre.
A me quel numero non piacque molto ma diedi fiducia alla testata e acquistai l'albo successivo. Ti ho visto morire. Il colpo di fulmine non scattò e tornai al più classico topolino. Solo due anni dopo le cose sarebbero cambiate. Settimo governo Andreotti, Italia 90 alle porte e Gigi Radice in panca. La prima media si concludeva trionfalmente con una sfilza di A. Adesso che siamo tutti più americani è ovvio fosse il voto massimo, ma all'epoca cazzo signgificasse un' "A" in pagella non lo sapeva nessuno.
Dylan era il caso editoriale del decennio, capace di oscurare la perenne stella di Tex Willer e diventare una rara icona generazionale. Forse l'unica che ho condiviso con la mia di generazione.
Dall'epoca sono passati venti e passa anni. Il personaggio ha vissuto un lento declino, il suo creatore storico ritiratosi quasi a vita privata. Per un periodo abbastanza lungo era oggettivamente illeggibile. Oggi piazza qualche numero buono seguito da altri modesti, ma tutto sommato la sufficienza la strappa sempre. Una sola storia mi ha davvero emozionato recentemente, mater morbi, procuratevela.
Una persona sana le passioni adolescenziali le lascia appassire come l'adolescenza appunto. Quasi tutti i miei amici hanno smesso di acquistarlo intorno ai venti anni e avrei dovuto fare altrettanto. Invece all'alba dei trentatrè sono ancora qua con l'albo a colori che festeggia un annversario, il venticinquesimo, poco meno anziano del sottoscritto.
Può bastare così.
Pur essendo un discreto amante delle novità e odiando gli abitudinari sono stato troppo a lungo un abitudinario io per primo. Smetto.
Smetto perchè la pizza del bersagliere non è male, quella di mangianapoli meglio, però come la faceva la fregata non la fa più nessuno. Perchè la birra del patron vale quella del camerata, perchè Mordor è sempre mordor ma vivere sull'appia facilita la vita.
Smetto perchè i jeans del 2003 sono ancora buoni ma sono sei anni che non mi entrano più e non mi entreranno neanche l'anno prossimo. Perchè il Dr. House è diventato inguardabile e i Simpson lo sono da una vita.

Mi mancherà la giacca sopra la camicia rossa. Mi mancheranno le clark, le fidanzate occasionali e le battute di Groucho. Non sono le mancanze più gravi, ma dopo venticinque anni si può voltare pagina, fosse solo anche quella di un fumetto.