giovedì 20 dicembre 2007

il sorpasso




Con un enfasi non eccessiva i giornali hanno trattato il tema, sollevato dalla visita di Zapatero in Italia, del "sorpasso" effettuato dalla Spagna ai nostri danni in termini di pil procapite.

Al di là della validità di strumenti datati come il pil e dei discutibili metodi di misurazione della ricchezza, la faccenda ha preso le vesti di una competizione automobilistica, dove il Fernando "Zapatero" Alonso metteva le ruote avanti al campione nostrano Giancarlo "Prodi" Fisichella. Un testa a testa avvincente, in cui a leggere sui principali quotidiani, non è escluso il colpo di scena, un nuovo sorpasso o quanto meno un giro veloce capace di mettere le cose a posto. Fino all'articolo di oggi sul Corriere che annuncia "è tutto un errore": la Spagna ne deve fare ancora di strada per raggiungerci.

In un paese civile la questione avrebbe sollevato un vespaio ben diverso.
Quindici anni fa il pil spagnolo era il 60% di quello nostrano che a sua volta era nella media europea. Oggi, euro più euro meno, siamo alla pari e la qualità della vita nella penisola iberica è decisamente superiore, così come ben altre sono le prospettive future.
Il declino del nostro paese avviene con una velocità elevatissima, un impoverimento che di solito annuncia il tracollo di un sistema sociale prima ancora che politico. Il divario rispetto a qualsiasi altro paese europeo cresce a vista di occhio ed entro pochi anni saremo di gran lunga il paese più povero dell'unione. I mentre nostri tassi di crescita (?) sono i più bassi di qualsiasi altro stato il futuro si annuncia ancora più nero.
Il rapporto PISA sullo stato della scuola in Italia testimonia come le nostre istituzioni formative siano ai livelli dei paesi del terzo mondo e che i nostri 15enni siano in larga parte analfabeti o ignorino il perchè dell'alternarsi del giorno alla notte.

Ce ne sarebbe per discutere sulle vie di uscita, sulle speranze di cambiare un futuro che si prospetta tetro, sulle riforme inevitabili e le cause di un disastro di tale entità.

E invece ci appassioniamo a una gara che esiste solo nelle menti interessate e complici dei nostri media.

venerdì 14 dicembre 2007

una giornata normale anzi tre

Dio benedica i camionisti. Almeno quando scioperano. Per tre giorni sembrava di essere passati dall'essere una capitale del terzo mondo in via di sviluppo, a una metropoli nordeuropea.
Bastava fare incazzare i camionisti.
A saperlo invece che smarronare sul protocollo di Kyoto, lo sviluppo sostenibile e il declino irreversibile, i vari Al Gore ed emuli nostrani avrebbero potuto fare un pò di dispetti a questa poco amata categoria ed ottenere risultati insperati.
E' bastato minacciare la chiusura prolugnata dei distrbituori di benzina per vedere la ggente dapprima incolonnarsi per ore alla ricerca dell'ultimo pieno e poi iniziare a fare un uso responsabile dell'automobile.
Il fatto incredibile è proprio questo. I benzinai sono rimasti chiusi al massimo 40 ore quando hanno cominciato a finire la benza tutti avevano già fatto il pieno. Eppure per ben due giorni il traffico a è passato dalla modalità "con un pieno de benzina fai un kilometro sulla tiburtina" a "quanto sei bella Roma quando è sera".
il solo terrore di rimanere a secco ha convinto gli automoblisti a fare un uso accorto del proprio mezzo di traspoto preferito. Con la conseguenza di migliorare la vita a sè stessi e agli altri.
E questo fa ben sperare. Quando l'oro nero sarà così scarso da non consentirne più un uso dissennato le nostre città avranno un volto ben diverso da quello di oggi.
E forse c'è un motivo per guardare al futuro con un accenno di sorriso. :)

martedì 11 dicembre 2007

Un piccolo passo per l'uomo

Se ogni volta che avessi voluto scrivere qualcosa invece che limitarmi a pensarla la avessi poi fermata su carta, il mondo sarebbe migliore. Dico sul serio. Ho idee bellissime, una comprensione della realtà sorprendente, ma rimango l'unica persona cui è consentito l'accesso ai miei pensieri.

Quindi come atto di rara liberalità e speranza verso l'umanità redenta o da redimere apro questo blog.

Finisce poi che ci credo sul serio.

la cosa che mi è sempre riuscita meglio è stata divagare. Andare fuori tema come segno di distinzione. Una irrefrenabile tendenza a girare intorno alle cose che ho spesso vissuto con senso di colpa.

Non c'è nulla di male a divagare. E' il pensiero laterale bellezza. Se ne sono dotato non vedo perchè non farne uso. Senza compiacermene, cercando magari di tenere la barra dritta, ma non più dannandomi l'anima se la nave invece di andare in porto procede alla deriva.